CrossConnect: otto startup ridisegnano il futuro dell’Infratech
Intelligenza Artificiale e robot subacquei tra le soluzioni innovative per trasformare le grandi reti e le infrastrutture fisiche.
Ultimo aggiornamento:
23 ottobre 2026 - 15:23 CET
Le infrastrutture di domani dovranno saper vedere, proteggersi e rigenerarsi. Come? Convertendo strade, reti energetiche e impianti industriali in ecosistemi intelligenti, sicuri e circolari grazie a intelligenza artificiale, robotica avanzata, sensoristica di nuova generazione e cybersecurity. Questa è la missione di CrossConnect: far crescere i campioni tecnologici di domani e favorire la collaborazione con le grandi aziende per rispondere alle loro sfide d’innovazione.
CrossConnect è il programma di accelerazione con sede a Catania dedicato all’infratech. L’iniziativa di CDP Venture Capital è gestita da Plug and Play Italy ed ELIS Innovation Hub, co-gestori e co-investitori del programma, con il supporto dei corporate partner Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Eni (attraverso Joule, la sua scuola per l’impresa), a.Quantum (Gruppo Acea), e Sonatrach Raffineria Italiana, Pirelli.
Il 22 ottobre, in occasione di CrossConnect Expo - “Exploring the Future of AI Infrastructures” a Catania preso Palazzo Biscari, le otto startup del terzo batch hanno presentato le proprie tecnologie per le infrastrutture a investitori, aziende e addetti ai lavori al termine di un percorso di accelerazione durato quattro mesi. Un perimetro ampio, che spazia dalla protezione informatica degli impianti industriali alla tutela dei fondali marini, dalla disponibilità di acqua dolce fino al riciclo dei pannelli fotovoltaici.
Ogni realtà ha ricevuto 150.000 euro tra investimento e servizi di accelerazione e ha lavorato a stretto contatto con le aziende partner per sviluppare il proprio Proof of Concept, mettere alla prova le proprie soluzioni in contesti industriali reali e affinare il modello di business. Per le realtà più performanti si apre ora la possibilità di un investimento di follow-on fino a 400.000 euro.
Quali sono le startup del terzo batch
Otto realtà, nate tra il 2024 e il 2026, accomunate tutte da uno stesso obiettivo: applicare AI, robotica, sensoristica e cybersecurity alle infrastrutture per renderle più sicure, resilienti e circolari.
- GeospatialX: nata a Catania, ha sviluppato una piattaforma di decision intelligence per asset immobiliari, infrastrutturali e territoriali che incrocia dati geospaziali, ambientali, economici e societari, trasformando informazioni frammentate in indicazioni operative per due diligence, valutazione del rischio e location intelligence.
- Hystrix: con sede a Pisa, mette al riparo dispositivi industriali e macchinari legacy dalle minacce informatiche, assicurando la continuità operativa di medie e grandi imprese e semplificando gli adempimenti di compliance in ambito cyber.
- Localyte: startup romana, progetta software basati su AI e sensor fusion che potenziano le prestazioni dei sensori e garantiscono una geolocalizzazione accurata anche negli ambienti in cui il segnale GPS non è disponibile.
- New Water Labs: attiva tra Regno Unito e Italia, lavora a una tecnologia di frontiera con l’obiettivo di rendere l’acqua dolce abbondante e accessibile a costi contenuti, ovunque e a partire da qualsiasi fonte.
- Renovo: basata a Milano, ha messo a punto una soluzione robotica modulare e plug-and-play che automatizza lo smontaggio dei pannelli fotovoltaici a fine vita, massimizzando il recupero dei materiali e riducendo costi e impatto ambientale.
- Seamorph: realtà torinese, costruisce veicoli subacquei autonomi e riconfigurabili, pensati per ispezionare e proteggere le infrastrutture critiche sottomarine.
- Thelia: meneghina, realizza un sistema di percezione dei materiali destinato a robot e mezzi autonomi. Con una sola scansione permette alla Physical AI di leggere la geometria 3D di un oggetto, la sua composizione e il suo stato di degrado.
- WaveLAB: da Bolzano, installa un modulo di edge AI sulle colonnine di ricarica per veicoli elettrici già in funzione, compatibile con qualsiasi stazione e sistema di gestione: individua le cause delle ricariche non andate a buon fine, rileva usi impropri e danneggiamenti e apre l’infrastruttura a servizi urbani e applicazioni di terze parti.